Sei giorni dopo in quel di Masnago, inviolato da oltre tre anni, un altro 0-2, stavolta per noi. E paradossalmente, la vittoria arriva al termine di una partita di rara bruttezza. Primo tempo spigoloso poi nellaripresa si accendono le Luci e la gara prende un'altra piega, complice anche un Varese davvero lontano anni luce dalla squadra rivelazione dello scorso anno. Basta un episodio e le partite girano. Frase di una banalità sconcertante, mi rendo conto, ma è così.
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14 settembre 2011
C'È 0-2 E 0-2...
Sei giorni dopo in quel di Masnago, inviolato da oltre tre anni, un altro 0-2, stavolta per noi. E paradossalmente, la vittoria arriva al termine di una partita di rara bruttezza. Primo tempo spigoloso poi nellaripresa si accendono le Luci e la gara prende un'altra piega, complice anche un Varese davvero lontano anni luce dalla squadra rivelazione dello scorso anno. Basta un episodio e le partite girano. Frase di una banalità sconcertante, mi rendo conto, ma è così.
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2 settembre 2011
MERCATO LIVORNO | STAVOLTA NON E' ANDATA COSI MALE
Considerato che, volenti o nolenti, il presidente è quello che è, direi che la campagna acquisti (e cessioni) del Livorno merita un bel 6,5 pieno. Spinelli, a differenza degli scorsi anni, non ha ceduto nessun big al fotofinish, nemmeno Paulinho, richiesto da più parti. Con tutti i dubbi, legittimi, sul rendimento effettivo da titolare in serie B (anche se non va dimenticato che stiamo parlando comunque di un '86 che in LegaPro ha fatto più di 40 gol in due stagioni) nelle prime apparizioni ha fatto vedere di essere decisamente un altro rispetto a quello "ammirato" qualche anno fa.
Abbiamo un portiere di prospettiva come Bardi e in B una difesa con gente come Knezevic, Perticone e Miglionico non è da tutti. A centrocampo peccato per aver perso Surraco e Iori (andati a rinforzare peraltro una diretta rivale) ma se Barone torna ad essere un giocatore di calcio e Genevier regge non siamo da buttare. Forse qualcosina in più in mezzo al campo andava fatta proprio in virtù del fatto che fisicamente i due suddetti non danno le dovute garanzie ma i giovani pimpanti rincalzi, Bigazzi su tutti, lasciano ben sperare.
Davanti, detto di Paulinho, Dionisi garantisce corsa, impegno e sportellate. Certo, facesse qualche gol in più non sarebbe male. Russotto è un trequartista dai piedi buoni sarà utile e Piccolo va a rimpolpare un reparto che era pericolosamente sguarnito. Senza dimenticare Dell'Agnello che resta comunque uno dei giovani più promettenti in assoluto.
Poi c'è il Novello. Se Spino non lo importuna e la squadra lo segue magari non ci divertiremo dal punto di vista estetico ma di certo lotteremo, combatteremo e faremo la faccia dura. E come insegna il grande Osvaldone Jaconi ai livornesi (tanti e giovani in rosa, fattore non da poco) piace così. Il vero 'bomber' probabilmente è lui.
Abbiamo un portiere di prospettiva come Bardi e in B una difesa con gente come Knezevic, Perticone e Miglionico non è da tutti. A centrocampo peccato per aver perso Surraco e Iori (andati a rinforzare peraltro una diretta rivale) ma se Barone torna ad essere un giocatore di calcio e Genevier regge non siamo da buttare. Forse qualcosina in più in mezzo al campo andava fatta proprio in virtù del fatto che fisicamente i due suddetti non danno le dovute garanzie ma i giovani pimpanti rincalzi, Bigazzi su tutti, lasciano ben sperare.
Davanti, detto di Paulinho, Dionisi garantisce corsa, impegno e sportellate. Certo, facesse qualche gol in più non sarebbe male. Russotto è un trequartista dai piedi buoni sarà utile e Piccolo va a rimpolpare un reparto che era pericolosamente sguarnito. Senza dimenticare Dell'Agnello che resta comunque uno dei giovani più promettenti in assoluto.
Poi c'è il Novello. Se Spino non lo importuna e la squadra lo segue magari non ci divertiremo dal punto di vista estetico ma di certo lotteremo, combatteremo e faremo la faccia dura. E come insegna il grande Osvaldone Jaconi ai livornesi (tanti e giovani in rosa, fattore non da poco) piace così. Il vero 'bomber' probabilmente è lui.
BENE CON LA SAMP, ORA SOTTO CON I MOLOSSI
Ha un bel dire il tecnico della Samp Atzori nel dire che la sua squadra ha avuto il pallino del gioco per due terzi del match. Anche perché durante questo "dominio" i blucerchiati non si sono resi molto pericolosi. Al contrario il Livorno nel "terzo di partita" a suo appannaggio ha creato tre nitide palle gol soffrendo solo nel finale. La partita è finita 0-0 e, diciamocelo, è stata decisamente bruttina. Ma chi se ne frega. Dopo la vittoria di Crotone un pari con la corazzata doriana è decisamente un ottimo risultato, soprattutto per come è maturato, con tanta grinta, nessuno che tira indietro la gamba e una tifoseria che timidamente sta ritrovando l'entusiasmo perduto. Unico neo la rissa post-partita della Baracchina Rossa. Ma tant'è.
Ora per gli uomini del Novello un ostacolo rognoso ma superabile: la Nocerina. I molossi rossoneri, reduci dal pari interno col Brescia, salgono all'Ardenza con il piglio della neopromossa e quindi sarà bene fare molta attenzione. Attacco da inventare con Dell'Agnello ko (Accardi l'ha picchiato impunemente per tutto il tempo che è rimasto in campo...) e Paulinho ancora fermo ai box. Novellino potrebbe dunque gettare nella mischia almeno uno dei due nuovi arrivi dell'ultimo minuto, Russotto e Piccolo. Ci sarà da sudare, come sempre ma una bella vittoria nel nostro fortino potrebbe davvero, finalmente, far sbocciare la passione tra la nostra gente e questa squadra.
Ora per gli uomini del Novello un ostacolo rognoso ma superabile: la Nocerina. I molossi rossoneri, reduci dal pari interno col Brescia, salgono all'Ardenza con il piglio della neopromossa e quindi sarà bene fare molta attenzione. Attacco da inventare con Dell'Agnello ko (Accardi l'ha picchiato impunemente per tutto il tempo che è rimasto in campo...) e Paulinho ancora fermo ai box. Novellino potrebbe dunque gettare nella mischia almeno uno dei due nuovi arrivi dell'ultimo minuto, Russotto e Piccolo. Ci sarà da sudare, come sempre ma una bella vittoria nel nostro fortino potrebbe davvero, finalmente, far sbocciare la passione tra la nostra gente e questa squadra.
30 agosto 2011
SFIDA ALLA SAMP
Scioperi, mercato, emiri, sceicchi e magnati russi, quante ne abbiamo sentite in queste settimane. Adesso basta. Poche chiacchiere. Il calcio, quello che conta, quello vero, tutto sudore, calci e gollettoni è già cominciato. Dopo il blitz tanto bello quanto insperato di Crotone è già scontro al vertice. La serie B entra nel vivo e tra poche ore al "Picchi" gli amaranto di mister Novellino ospiteranno la corazzata Sampdoria per un esordio casalingo che coinciderà con il primo vero big match del campionato cadetto.
Paulinho non ce la fa (infortunio vero o di mercato?) e dunque spazio all'undici che ha sbancato lo Scida. Sui gradoni dell'Ardenza si prevede il pubblico delle vecchie occasioni con forte seguito blucerchiato in città. Gli ultras Tito hanno infatti annunciato urbi et orbi che non rispetteranno il divieto e si presenteranno in massa a Livorno. Sarà partita vera.
Le probabili formazioni
Paulinho non ce la fa (infortunio vero o di mercato?) e dunque spazio all'undici che ha sbancato lo Scida. Sui gradoni dell'Ardenza si prevede il pubblico delle vecchie occasioni con forte seguito blucerchiato in città. Gli ultras Tito hanno infatti annunciato urbi et orbi che non rispetteranno il divieto e si presenteranno in massa a Livorno. Sarà partita vera.
Le probabili formazioni
25 agosto 2011
A...URNA LIBERA
Dunque. Ieri a Montecarlo si sono svolti i sorteggi di Champions ma questo lo sappiamo tutti.
Poche storie il girone dell'Inter è decisamente abbordabile. Gasp DEVE vincere il girone. Anche coi quattro raccattati che gli restano Trabzonspor, Lille e Cska (dolci ricordi) sono ampiamente alla portata.
Il Milan ha la qualificazione in tasca. Certo magari non passerà come primo nel girone ma non penso che Plzen e Bate possano impensierirlo.
Il Napoli nel gruppo A con Bayern, Manchester City e Villareal. Direi che anche pensare a un accesso in Europa League è mera utopia. Ma spero di sbagliarmi.
Ah, ditemi subito a quanto viene data la qualificazione agli ottavi dell'Apoel Nicosia. La quota dovrebbe essere buona ed è una scommessa che ha un suo perché. Il gruppo G è equilibratissimo, verso il basso ma equilibratissimo. Hai visto mai.
Poche storie il girone dell'Inter è decisamente abbordabile. Gasp DEVE vincere il girone. Anche coi quattro raccattati che gli restano Trabzonspor, Lille e Cska (dolci ricordi) sono ampiamente alla portata.
Il Milan ha la qualificazione in tasca. Certo magari non passerà come primo nel girone ma non penso che Plzen e Bate possano impensierirlo.
Il Napoli nel gruppo A con Bayern, Manchester City e Villareal. Direi che anche pensare a un accesso in Europa League è mera utopia. Ma spero di sbagliarmi.
Ah, ditemi subito a quanto viene data la qualificazione agli ottavi dell'Apoel Nicosia. La quota dovrebbe essere buona ed è una scommessa che ha un suo perché. Il gruppo G è equilibratissimo, verso il basso ma equilibratissimo. Hai visto mai.
17 luglio 2011
LA MESSiA E' FINITA
Ma come? Messi non era il giocatore più forte della storia del calcio? Non era ormai più forte di Maradona? Com'è possibile che l'Argentina con tale fenomeno in squadra non sia in grado di vincere nulla, nemmeno una misera Coppa America giocata in casa? Ah già, ma ora diranno che era rotto, la squadra non lo ha sorretto e il ct non capisce una mazza.
Dunque, vien da pensare, che il contesto allora conta qualcosa.
Possiamo allora dire che è il Barça a fare Messi e non viceversa? Possiamo ribadire che la sagra di palloni d'oro piombata sulla Pulce è quantomeno discutibile? Possiamo dire, Pibe perdonali per averlo solo pensato, che, almeno per il momento, Messi è lontano anni luce da Maradona?
Perché, è bene ricordarlo, Diego queste partite le vinceva anche con una gamba sola...
Dunque, vien da pensare, che il contesto allora conta qualcosa.
Possiamo allora dire che è il Barça a fare Messi e non viceversa? Possiamo ribadire che la sagra di palloni d'oro piombata sulla Pulce è quantomeno discutibile? Possiamo dire, Pibe perdonali per averlo solo pensato, che, almeno per il momento, Messi è lontano anni luce da Maradona?
Perché, è bene ricordarlo, Diego queste partite le vinceva anche con una gamba sola...
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5 luglio 2011
GIACINTO FACCHETTI. UNA PERSONA PERBENE
Magari lo scudetto non andava assegnato. Magari qualche magagna, qualche furbata, c'è stata, soprattutto in quei giorni del 2006, anche in casa nerazzurra. Ma...
Giacinto Facchetti era una persona perbene. Lui era uno pulito. Uno dalla moralità cristallina e trasparente. Universalmente riconosciuta. Lui gli arbitri non li chiudeva nello sgabuzzino. Lui non concordava le griglie. Lui non decideva né il calciomercato né le convocazioni in Nazionale. Al massimo scambiava due battute per qualche biglietto. Ecco.
Ultimamente, qualcuno con le mani sporche di merda pur di salvare il suo didietro marrone non ha esitato a gettare fango e sterco su Giacinto. Su una delle personalità più alte del calcio italiano e mondiale.
Su un morto. Solo schifo e disprezzo per queste persone.
Giacinto Facchetti era una persona perbene. Lui era uno pulito. Uno dalla moralità cristallina e trasparente. Universalmente riconosciuta. Lui gli arbitri non li chiudeva nello sgabuzzino. Lui non concordava le griglie. Lui non decideva né il calciomercato né le convocazioni in Nazionale. Al massimo scambiava due battute per qualche biglietto. Ecco.
Ultimamente, qualcuno con le mani sporche di merda pur di salvare il suo didietro marrone non ha esitato a gettare fango e sterco su Giacinto. Su una delle personalità più alte del calcio italiano e mondiale.
Su un morto. Solo schifo e disprezzo per queste persone.
Schifo e disprezzo.
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4 maggio 2011
LA RETORICA PRO BARCA HA STUFATO
| Busquets, noto totem del ferplei, controlla che tutto vada per il verso giusto... |
Lo dico subito. Non sono un esaltato barcelonista. Il bel calcio non è necessariamente possesso palla, voler entrare in porta col pallone non è un pregio, anzi. Senza analizzare nel dettaglio la doppia sfida con il Real Madrid si possono comunque fare un paio di riflessioni di carattere generale:
Al Barcellona, piaccia o meno, una spintarella nel momento del bisogno non la si nega mai (Ovrebo grida ancora vendetta...). E questo è un peccato visto che sono i più forti dell'universo mondo. O no?
Chi si loda s'imbroda. Lo stile Barça tanto sbandierato da blaugrana e media è solo ipocrisia e pure della peggior specie. Loro non parlano dell'arbitro ma lo scorso anno dopo i tre schiaffi presi a San Siro non mi risulta che siano rimasti muti. La prima polemica sugli arbitri nella semifinale contro il Real è dell'ineffabile Pep. E poi loro sì che sanno sportivamente accettare la (rara) sconfitta. Con gli idranti sparati a mille per esempio. O con le manifestazioni di affetto di quei burloni di Busquets e Valdez.
Ora, detto questo, non sono certo così sciocco dal negare che il Barça è una squadra fortissima con alcuni giocatori di valore assoluto (far giocare insieme gente come Messi, Xavi, Villa, Iniesta, Mascherano non è da tutti) che gioca un calcio a tratti spettacolare. Ma da qui a esaltarli come gli unici degni di rappresentare questo sport ce ne corre. Perché, è bene ricordarlo, ognuno ha il suo stile e gioca secondo le sue potenzialità e convinzioni. Con pari dignità. Il contropiede, per fare un esempio, è un'arte nobile, marcare a uomo una tattica efficace.
Certo, il Barça è una società forte, ben strutturata, con una cantera impressionante e una sua filosofia (Es mas que un club per l'appunto) che peraltro apprezzo molto ma è anche la società che per prendere Ibrahimovic ha sbolognato uno come Eto'o ricoprendo d'oro l'Inter salvo poi fare marcia indietro dodici mesi dopo.
Dunque, ve lo chiedo per favore, non menatecela con il Barcellona e risparmiatevi pistolotti pregni di paroloni come esempio, lezione al mondo, inno al calcio, spot per lo sport e altre "leccate".
Sono forti, e va bene, ma non sono mica i Cavalieri dello Zodiaco in difesa del Pianeta Pallone...
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16 aprile 2011
NO COMMENT
Il "Picchi" è ormai diventato terreno di conquista per chiunque. Nell'anticipo del venerdì anche il Crotone si è portato a casa l'intera posta. Abbiamo preso due gol che ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere: il primo da centrocampo su rinvio sbilenco del sempre più goffo De Lucia che nell'occasione cade pure l'altro su buco clamoroso della difesa con annessa dimostrazione pratica del manuale del calcio alla voce "Cose da non fare mai".
Un'occhiata alla classifica e subito mi corre un pensiero; meno male che il buon vecchio Bepi ha raccolto almeno la quota salvezza. Tempi grami, molto grami, come i malinconici gradoni dell'Ardenza.
Un'occhiata alla classifica e subito mi corre un pensiero; meno male che il buon vecchio Bepi ha raccolto almeno la quota salvezza. Tempi grami, molto grami, come i malinconici gradoni dell'Ardenza.
Sempre più muti, sempre più vuoti.
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28 marzo 2011
PRONOSTICI ERRATI
In un post su Facebook mi ero sbilanciato prevedendo una vittoria del Livorno nel posticipo del Granillo contro la Reggina. Invece è finita 1-1. Il mio comunque non era ottimismo immotivato bensì una presa di coscienza della psiche dei Nostri, abili a fare punti nei cosiddetti scontri diretti (Atalanta, Torino, Reggina, Novara) per poi dilapidarli, rovinosamente, contro le squadre di seconda fascia (Grosseto, Triestina, Portogruaro, Cittadella, Sassuolo).
Le prime cronache raccontano di una prestazione dignitosa. Siamo andati in vantaggio con Dionisi poi, complici alcuni cambi cervellotici di mister Monzon, abbiamo subìto il ritorno dei calabresi e il pari di Bonazzoli. In un campionato normale un punto a Reggio è comunque un buon risultato. In caso di arrivo a pari punti siamo avanti noi. Non è poco.
Ma questo (mediocre) torneo di normale non ha niente. Classifica e calendario parlano chiaro, regalare punti è la regola di questa serie B. Una cosa la giornata di oggi però l'ha detta: i playoff si faranno e in serie A diretta andranno, come da pronostico, Atalanta e Siena. Il Novara rischia grosso, il Varese ormai è lì.
Le prime cronache raccontano di una prestazione dignitosa. Siamo andati in vantaggio con Dionisi poi, complici alcuni cambi cervellotici di mister Monzon, abbiamo subìto il ritorno dei calabresi e il pari di Bonazzoli. In un campionato normale un punto a Reggio è comunque un buon risultato. In caso di arrivo a pari punti siamo avanti noi. Non è poco.
Ma questo (mediocre) torneo di normale non ha niente. Classifica e calendario parlano chiaro, regalare punti è la regola di questa serie B. Una cosa la giornata di oggi però l'ha detta: i playoff si faranno e in serie A diretta andranno, come da pronostico, Atalanta e Siena. Il Novara rischia grosso, il Varese ormai è lì.
16 marzo 2011
10 marzo 2011
CACCIUCCO DI CHAMPIONS / 2
![]() |
| Il cavaliere inesistente |
Ibra? Ah già, c'era anche lui...
![]() |
| El Blanco |
9 marzo 2011
CACCIUCCO DI CHAMPIONS / 1
| «Che cos'è il genio? E' fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione» |
Il Barça, vado controcorrente lo so, si qualifica ma secondo me esce molto ridimensionato da questi ottavi: se Bendtner non si divorava quella palla gol enorme nel finale...
Detto questo, ma avete visto che razza di gol ha fatto Messi? Cartolina per il giuoco del calcio, signori miei. Il rigore è solo il francobollo che spedisce il Barcellona ai quarti. Fondamentale, certo, ma la lettera d'amore Leo l'aveva già scritta.
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27 novembre 2010
LA STORIA DELLA SQUADRA GIOVANE STA DIVENTANDO VECCHIA
"Lingua può impiccare uomo più veloce di corda" dicevano i nativi americani. E avevano ragione.
Soprattutto se la lingua è quella di Josè.
Soprattutto se la lingua è quella di Josè.
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26 novembre 2010
CHI SI RICORDA DI GEORGE BEST?
Sono passati cinque anni da quando il quinto beatle ci ha lasciato. George Best, senza timore di discussioni il più grande giocatore britannico del dopoguerra, moriva il 25 novembre del 2005. Un lustro fa. Dopo una vita di eccessi l’alcool aveva presentato il conto. In Italia però questo anniversario è passato praticamente sotto silenzio. Peccato. In un mondo dove cazzate, polemiche e chiacchiere si sprecano, ricordare chi ha dato lustro al giuoco del calcio alimentandone il mito sarebbe stato un tocco di classe. Come quelli che dispensava Best.
28 agosto 2010
KAMIKAZE DA SERIE A
Il primo fu Kazu Miura e non fu un successo. Poi vennero Nakata e Nakamura e fu decisamente un'altra storia. In mezzo un manipolo di (presunti) samurai che non hanno lasciato traccia. La storia dei calciatori del Sol Levante in serie A comincia nell'estate del 1994 quando il Genoa decise di ingaggiare Kazuyoshi Miura. Per la prima volta un giocatore giapponese giocherà in una squadra europea. Media e sponsor si scatenano, molti, scettici, storcono il naso: «E' solo un'operazione commerciale». Non avranno torto. Kazu, (sopra)nomen omen, a Marassi dura poco. Ventuno presenze e una sola rete, pesantissima però, perché segnata alla Sampdoria nel derby. Il Grifone retrocederà ma quel gol ancora oggi è motivo di sfottò. Miura, che a 43 anni suonati gioca ancora, a suo modo è un pioniere. Dopo di lui i giocatori con gli occhi a mandorla non saranno più una stranezza per il mondo del calcio.
Soprattutto dopo l'avvento del più forte di tutti: Hidetoshi Nakata. Lo porta in Italia, a Perugia, il vulcanico Luciano Gaucci. Altra operazione commerciale si mormora. La storia dirà ben altro. In Umbria 'Hide' colleziona 47 presenze e 12 gol. E' un giocatore vero che segna e fa segnare. E che ha mercato. Lo prende la Roma che proprio a lui deve una buona fetta dello scudetto del 2001. A Torino, nel match decisivo con la Juventus, i giallorossi sono sotto di due gol, Totti non ne azzecca una che fosse una. Capello non si fa scrupoli e manda in campo 'Hide' che prima segna con una sassata da fuori area poi con un'altra sventola propizia il pari, in pieno recupero, di Montella. Dopo quella sera per i romanisti Nakata è lo Shogun. Giocherà anche con Parma (dove vince la Coppa Italia) Bologna e Fiorentina prima di dare l'addio al calcio a soli 29 anni. Molti dopo il ritiro si riciclano commentatori e dirigenti, lui no. Si mette lo zaino in spalla e comincia a girare il globo: «Volevo conoscere il nostro pianeta da una prospettiva diversa – spiegò – finora del mondo ho visto solo alberghi e campi di calcio». Saggezza orientale.
Non male andò Shunsuke Nakamura, specialista in punizioni, 81 presenze e 11 gol in A con la maglia della Reggina. Passato al Celtic a lui toccò l'onore di essere il primo giapponese a segnare in Champions League. A Old Trafford, contro il Manchester United. Mica male. Dopo di loro il nulla, o quasi. Zamparini a Venezia ci provò con tale Nanami ma fu un fiasco, Oguro fu l'ennesimo straniero pacco del malinconico Toro di questo decennio mentre il Messina prima di implodere dai debiti provò i quasi omonimi Ogasawara e Yanagisawa (per lui anche un'esperienza alla Samp). Due gol in quattro. Pochino. A dare una nuova alba a un Sol Levante sempre più pallido ci ha pensato un giovanotto irriverente, un kamikaze verrebbe da dire, Takayuki Morimoto. Lo compra il Catania e lui all'esordio assoluto va in gol. Non segna a raffica ma la butta dentro spesso e volentieri. I tifosi etnei lo adottano, lo ribattezzano "Maremoto" e lui si fa voler bene, mette la sua firma nello storico 4-0 contro il Palermo e continua a segnare, vittima preferita la Roma. E ha solo 22 anni. Da quest'anno non è più l'unico samurai della serie A. Lo ha raggiunto Yuto Nagatomo, difensore, neoacquisto del Cesena. Dovrà stare attento e darsi da fare altrimenti...sayonara!
23 agosto 2010
'IR CACCIUCCO # 1
Pronti, via e subito quattro pere dalle piastrelle neroverdi. Come esordio, peraltro in casa, 'un c'è male. Sfolliando le pagine der forum amaranto più seguito der webbe, Alè Livorno.it, come al solito, la rabbia e l'amarezza (perché questi sono i sentimenti che da oltre dieci mesi ci appartengono) sono state mitigate dal sorriso che solo l'ironia propria della nostra gente sa dare. Non ho resistito e ho deciso di condividere su feisbucche ir meglio degli 'opinion lidèr' labronici...
Le quattro piastrellate...
- Piglià 4 go da Arrigoni che un l'ha mai fatti tutti insieme è roba da caate sull'uscio.[Sarago]
- Queste 'un sono sconfitte, sono scaracchi dati a forza ner muso. [Neuromante]
Undici leoni...
- Tavano 'un ne pole più. Noi con lui. [De ' Zabajones]
- Knezevic li par d'esse un gioatore di pallone invece dovrebbe fa li sgomberi, Cellerino è du anni che è fermo, Pieri è Pieri. [Farci85]
- Questo centrocampo pare una sfilata di nani da giardino. il fronte di liberazione dei nani da giardino prima o poi farà un bliz e li libererà.[De Zabajones]
- ...l'importante è sempre stato accatastà svincolati o cani randagi tanto per arrivà a avecci un numero tot di gio'atori in rosa, a prescinde da chi e cosa ti servisse, con una certa predilezione per i difensori centrali e i centro'ampisti incontristi coi piedi a roncola.[Livornesedipiazzamagenta]
'Ir lato B di Cellerino
- C'ha un culo pare la mi socera, improponibile per il giuoco del calcio. [Vasse]
- 'Ir culo di Cellerino se ci metti un ombrellone ner bu'o pare uno scoglio un po' tondo di quelli a Quercianella sotto le sore. [De ' Zabajones]
Mister Feirplei
- Ma in du' mesi di ritiro cosa ha fatto questa squadra? Sono stati du' mesi a fa i tornei di quadrigliato? [Vasse]
- Pillon voto: 00 tipo la farina [Jagger]
Ambizioni
- Vinceremo il campionato del fair play... [Picat Re]
- Ci fai la birra cor fler pei.... [Amex]
L'amara (e dolce) realtà
- ...però non sappiamo resistere al fascino della maglia amaranto e allora eccoci tutti qui a cercare di vedere in PIllon un nuovo Hiddink e in Luci e Parravicini Robben e Sneijder. [Nocciolo]
19 maggio 2010
IL MISTER, EDUCATORE IN PANCHINA
L’ultimo in ordine di tempo si chiama Mario Balotelli. Prima di lui c’era stato Antonio Cassano. L’elenco dei calciatori talentuosi, spesso molto giovani, ma allergici alle regole è davvero lungo. Un luogo comune romantico ma dove il lieto fine è tutt’altro che scontato. Qualche esempio? Paul ‘Gazza’ Gascoigne, tanti numeri col pallone tra i piedi ma, purtroppo, anche con la bottiglia o Adriano, ultimo caso di carriera gettata al vento dopo una lunga serie di eccessi tra donne, festini, alcool e rapporti pericolosi con i boss delle favelas di Rio.
Alla luce di quanto la storia calcistica insegna un ruolo fondamentale, soprattutto per i giovani calciatori all’inizio della carriera, è quello dell’allenatore. Un tecnico certo, ma soprattutto un educatore. Ed è proprio questo secondo aspetto una delle linee guida del corso di formazione, presentato lo scorso 5 maggio, “Il ruolo dell’allenatore di settore giovanile di calcio tra competenze pedagogiche e tecniche” promosso dalla facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica in collaborazione con il settore giovanile del Milan e della Commissione Sport della Diocesi di Milano. (…) Alla tavola rotonda hanno partecipato anche due personaggi di spicco del mondo del calcio come Stefano Eranio, ex calciatore di Genoa e Milan e Davide Ballardini che dopo aver maturato una lunga esperienza come tecnico di squadre giovanili e aver fatto la gavetta come tecnico di prima squadra (alla guida di Sambenedettese e Pescara) è approdato in serie A sedendo sulle panchine di Cagliari, Palermo e Lazio.
Alla luce di quanto la storia calcistica insegna un ruolo fondamentale, soprattutto per i giovani calciatori all’inizio della carriera, è quello dell’allenatore. Un tecnico certo, ma soprattutto un educatore. Ed è proprio questo secondo aspetto una delle linee guida del corso di formazione, presentato lo scorso 5 maggio, “Il ruolo dell’allenatore di settore giovanile di calcio tra competenze pedagogiche e tecniche” promosso dalla facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica in collaborazione con il settore giovanile del Milan e della Commissione Sport della Diocesi di Milano. (…) Alla tavola rotonda hanno partecipato anche due personaggi di spicco del mondo del calcio come Stefano Eranio, ex calciatore di Genoa e Milan e Davide Ballardini che dopo aver maturato una lunga esperienza come tecnico di squadre giovanili e aver fatto la gavetta come tecnico di prima squadra (alla guida di Sambenedettese e Pescara) è approdato in serie A sedendo sulle panchine di Cagliari, Palermo e Lazio.
Ho ricevuto, e continuo a ricevere, molto dai miei giocatori. Qualche giorno fa – ha raccontato con un pizzico di commozione Ballardini - ero a cena con alcuni ragazzi che allenavo quando ero il tecnico delle giovanili del Cesena. Non hanno fatto carriera nel mondo del calcio ora sono avvocati, giornalisti…ma per me sono soprattutto degli amici. Vieni ricordato come persona, smetti di essere il loro allenatore è vero, ma resta il sentimento di amicizia, di rispetto, ti vogliono bene. Questi ragazzi magari non hanno fatto carriera - ha concluso – ma per loro rappresento un momento importante della loro crescita come del resto loro rappresentano un momento importante della mia. La soddisfazione dell’istruttore è questa».
GUARDA LE INTERVISTE VIDEO A ERANIO E BALLARDINI
Eranio ha voluto invece ricordare come la sua carriera calcistica sia nata in strada: «Giocavo soprattutto con mio fratello maggiore. I nostri genitori non ci permettevano di fare tutto, entrambi lavoravano, i soldi non erano tanti e il pallone era il massimo divertimento che potevamo permetterci per giocare. I miei mi ‘affidavano’ a lui e di conseguenza passavo molto tempo a giocare con i suoi amici. E, ovviamente, ero il più piccolo. Una cosa che mi è tornata utile in seguito - svela- perché mi sono abituato a giocare con avversari più grandi, soprattutto fisicamente. Quando feci il provino per il Genoa, mi trovai di fronte ragazzi piccoli come me, fu tutto molto semplice». Eranio, che al termine dell’esperienza in maglia rossonera ha giocato anche in Inghilterra, nel Derby County, ha anche sottolineato le differenza, per quanto riguarda la cultura sportiva, fra il nostro paese e il Regno Unito: «Loro vedono lo sport nella maniera giusta, come piace a me. Non ti fanno i conti in tasca. In Italia c’è la brutta abitudine che dato che un giocatore prende un sacco di soldi, non può permettersi di sbagliare, di ‘ciccare’ un pallone o di fare male uno stop».
Alla presentazione del corso sono intervenute, attraverso due rappresentanti del settore giovanile, anche le due società milanesi, l’Inter e il Milan. Per la squadra nerazzurra ha parlato il coordinatore tecnico delle scuole calcio Manuel Amoroso: « Il nostro obiettivo – ha spiegato - è quello di educare ai valori dello sport. I nostri bambini devono innanzitutto divertirsi. Se poi, tra di loro, c’è qualcuno da inserire nelle nostre squadre giovanili tanto meglio. Ma non è questa la nostra missione. Il problema è che non si gioca più a pallone per le strade e negli oratori si gioca sempre di meno. Sotto casa mia c’era un parco, ora è diventato un parcheggio...».
Il Milan era invece rappresentato da Fabio Grassi, psicologo del settore giovanile per quel che riguarda le attività di base: « Per spiegare la nostra filosofia educativa vorrei raccontare un episodio che ritengo molto significativo. Qualche tempo fa in squadra avevamo un ragazzino che aveva dei grossi problemi di inserimento. Appena scendeva dall'auto con cui la madre lo accompagnava piangeva e non voleva entrare al centro di allenamento. Lo abbiamo preso sotto la nostra ala e gradualmente abbiamo cercato di integrarlo con i compagni. Prima una corsetta da solo in campo, poi una decina di minuti di allenamento con gli altri. Ora è perfettamente inserito. A noi – ha concluso - non ce ne frega niente se questo bambino diventerà o no un calciatore professionista. Il fatto che abbia superato i suoi problemi è per noi la vittoria più bella».
A concludere la riflessione di don Alessio Albertini, segretario della Commissione Diocesana Sport di Milano nonché fratello del celebre Demetrio, ex centrocampista del Milan e della Nazionale attualmente vice-presidente della Federcalcio («ma non dimenticate che io sono il maggiore – ha scherzato don Alessio ricordando l’analoga storia di Eranio - lui ha cominciato a giocare perché lo portavo con me…»). «Nella realtà quotidiana, come nello sport, i risultati si raggiungono facendo fatica. Certo, ci sono delle scorciatoie, che oltre ad essere sleali sono anche rischiose perché se vieni scoperto il conto da pagare è salato. Nella società del tutto e subito e possibilmente facile – ha concluso - una figura che ti ricorda che in campo si suda per raggiungere un obiettivo e che sarà sempre così, che non ti regala niente nessuno, rappresenta un insegnamento grande non solo per lo sport ma soprattutto per la vita».
Alla presentazione del corso sono intervenute, attraverso due rappresentanti del settore giovanile, anche le due società milanesi, l’Inter e il Milan. Per la squadra nerazzurra ha parlato il coordinatore tecnico delle scuole calcio Manuel Amoroso: « Il nostro obiettivo – ha spiegato - è quello di educare ai valori dello sport. I nostri bambini devono innanzitutto divertirsi. Se poi, tra di loro, c’è qualcuno da inserire nelle nostre squadre giovanili tanto meglio. Ma non è questa la nostra missione. Il problema è che non si gioca più a pallone per le strade e negli oratori si gioca sempre di meno. Sotto casa mia c’era un parco, ora è diventato un parcheggio...».
A concludere la riflessione di don Alessio Albertini, segretario della Commissione Diocesana Sport di Milano nonché fratello del celebre Demetrio, ex centrocampista del Milan e della Nazionale attualmente vice-presidente della Federcalcio («ma non dimenticate che io sono il maggiore – ha scherzato don Alessio ricordando l’analoga storia di Eranio - lui ha cominciato a giocare perché lo portavo con me…»). «Nella realtà quotidiana, come nello sport, i risultati si raggiungono facendo fatica. Certo, ci sono delle scorciatoie, che oltre ad essere sleali sono anche rischiose perché se vieni scoperto il conto da pagare è salato. Nella società del tutto e subito e possibilmente facile – ha concluso - una figura che ti ricorda che in campo si suda per raggiungere un obiettivo e che sarà sempre così, che non ti regala niente nessuno, rappresenta un insegnamento grande non solo per lo sport ma soprattutto per la vita».
7 novembre 2009
ESORDIO IN EUROPA (LEAGUE) ;D
Ieri sera è arrivato anche l'esordio in campo internazionale: Roma-Fulham di Europa League. Partita abbastanza bruttina che i giallorossi alla fine riescono a portare a casa dopo aver chiuso il primo tempo sotto di un gol. E una consapevolezza: qualsiasi cosa uno scriva nelle pagelle ci sarà sempre qualcuno che ti dirà che non capisci una mazza. Ok, forse non solo nelle pagelle... :)
18 settembre 2009
L'ESORDIO. UDINESE - CATANIA 4-2
Altro giro, altro stage. Dopo averlo sfiorato, accarezzato, cercato a lungo l'amato pallone finalmente è arrivato. Quanto tempo è passato dagli esordi in maglia amaranto di Tomas Danilevicius. Domenica ho esordito ufficialmente in serie A. Udinese - Catania 4-2 . Sì avevo giocato qualche scampolo in un Sampdoria-Juventus dello scorso campionato ma stavolta sono stato proprio schierato, convocato. Con tanto di nome in formazione. Sei gol, rimonta friulana, tripletta di Di Natale con dedica a Lippi. Panchina di Atzori che traballa. Commenti polemici dei lettori che mi invitano cambiare pusher per i giudizi sulle pagelle. Gran match.
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