Sei giorni dopo in quel di Masnago, inviolato da oltre tre anni, un altro 0-2, stavolta per noi. E paradossalmente, la vittoria arriva al termine di una partita di rara bruttezza. Primo tempo spigoloso poi nellaripresa si accendono le Luci e la gara prende un'altra piega, complice anche un Varese davvero lontano anni luce dalla squadra rivelazione dello scorso anno. Basta un episodio e le partite girano. Frase di una banalità sconcertante, mi rendo conto, ma è così.
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14 settembre 2011
C'È 0-2 E 0-2...
Sei giorni dopo in quel di Masnago, inviolato da oltre tre anni, un altro 0-2, stavolta per noi. E paradossalmente, la vittoria arriva al termine di una partita di rara bruttezza. Primo tempo spigoloso poi nellaripresa si accendono le Luci e la gara prende un'altra piega, complice anche un Varese davvero lontano anni luce dalla squadra rivelazione dello scorso anno. Basta un episodio e le partite girano. Frase di una banalità sconcertante, mi rendo conto, ma è così.
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2 settembre 2011
MERCATO LIVORNO | STAVOLTA NON E' ANDATA COSI MALE
Considerato che, volenti o nolenti, il presidente è quello che è, direi che la campagna acquisti (e cessioni) del Livorno merita un bel 6,5 pieno. Spinelli, a differenza degli scorsi anni, non ha ceduto nessun big al fotofinish, nemmeno Paulinho, richiesto da più parti. Con tutti i dubbi, legittimi, sul rendimento effettivo da titolare in serie B (anche se non va dimenticato che stiamo parlando comunque di un '86 che in LegaPro ha fatto più di 40 gol in due stagioni) nelle prime apparizioni ha fatto vedere di essere decisamente un altro rispetto a quello "ammirato" qualche anno fa.
Abbiamo un portiere di prospettiva come Bardi e in B una difesa con gente come Knezevic, Perticone e Miglionico non è da tutti. A centrocampo peccato per aver perso Surraco e Iori (andati a rinforzare peraltro una diretta rivale) ma se Barone torna ad essere un giocatore di calcio e Genevier regge non siamo da buttare. Forse qualcosina in più in mezzo al campo andava fatta proprio in virtù del fatto che fisicamente i due suddetti non danno le dovute garanzie ma i giovani pimpanti rincalzi, Bigazzi su tutti, lasciano ben sperare.
Davanti, detto di Paulinho, Dionisi garantisce corsa, impegno e sportellate. Certo, facesse qualche gol in più non sarebbe male. Russotto è un trequartista dai piedi buoni sarà utile e Piccolo va a rimpolpare un reparto che era pericolosamente sguarnito. Senza dimenticare Dell'Agnello che resta comunque uno dei giovani più promettenti in assoluto.
Poi c'è il Novello. Se Spino non lo importuna e la squadra lo segue magari non ci divertiremo dal punto di vista estetico ma di certo lotteremo, combatteremo e faremo la faccia dura. E come insegna il grande Osvaldone Jaconi ai livornesi (tanti e giovani in rosa, fattore non da poco) piace così. Il vero 'bomber' probabilmente è lui.
Abbiamo un portiere di prospettiva come Bardi e in B una difesa con gente come Knezevic, Perticone e Miglionico non è da tutti. A centrocampo peccato per aver perso Surraco e Iori (andati a rinforzare peraltro una diretta rivale) ma se Barone torna ad essere un giocatore di calcio e Genevier regge non siamo da buttare. Forse qualcosina in più in mezzo al campo andava fatta proprio in virtù del fatto che fisicamente i due suddetti non danno le dovute garanzie ma i giovani pimpanti rincalzi, Bigazzi su tutti, lasciano ben sperare.
Davanti, detto di Paulinho, Dionisi garantisce corsa, impegno e sportellate. Certo, facesse qualche gol in più non sarebbe male. Russotto è un trequartista dai piedi buoni sarà utile e Piccolo va a rimpolpare un reparto che era pericolosamente sguarnito. Senza dimenticare Dell'Agnello che resta comunque uno dei giovani più promettenti in assoluto.
Poi c'è il Novello. Se Spino non lo importuna e la squadra lo segue magari non ci divertiremo dal punto di vista estetico ma di certo lotteremo, combatteremo e faremo la faccia dura. E come insegna il grande Osvaldone Jaconi ai livornesi (tanti e giovani in rosa, fattore non da poco) piace così. Il vero 'bomber' probabilmente è lui.
BENE CON LA SAMP, ORA SOTTO CON I MOLOSSI
Ha un bel dire il tecnico della Samp Atzori nel dire che la sua squadra ha avuto il pallino del gioco per due terzi del match. Anche perché durante questo "dominio" i blucerchiati non si sono resi molto pericolosi. Al contrario il Livorno nel "terzo di partita" a suo appannaggio ha creato tre nitide palle gol soffrendo solo nel finale. La partita è finita 0-0 e, diciamocelo, è stata decisamente bruttina. Ma chi se ne frega. Dopo la vittoria di Crotone un pari con la corazzata doriana è decisamente un ottimo risultato, soprattutto per come è maturato, con tanta grinta, nessuno che tira indietro la gamba e una tifoseria che timidamente sta ritrovando l'entusiasmo perduto. Unico neo la rissa post-partita della Baracchina Rossa. Ma tant'è.
Ora per gli uomini del Novello un ostacolo rognoso ma superabile: la Nocerina. I molossi rossoneri, reduci dal pari interno col Brescia, salgono all'Ardenza con il piglio della neopromossa e quindi sarà bene fare molta attenzione. Attacco da inventare con Dell'Agnello ko (Accardi l'ha picchiato impunemente per tutto il tempo che è rimasto in campo...) e Paulinho ancora fermo ai box. Novellino potrebbe dunque gettare nella mischia almeno uno dei due nuovi arrivi dell'ultimo minuto, Russotto e Piccolo. Ci sarà da sudare, come sempre ma una bella vittoria nel nostro fortino potrebbe davvero, finalmente, far sbocciare la passione tra la nostra gente e questa squadra.
Ora per gli uomini del Novello un ostacolo rognoso ma superabile: la Nocerina. I molossi rossoneri, reduci dal pari interno col Brescia, salgono all'Ardenza con il piglio della neopromossa e quindi sarà bene fare molta attenzione. Attacco da inventare con Dell'Agnello ko (Accardi l'ha picchiato impunemente per tutto il tempo che è rimasto in campo...) e Paulinho ancora fermo ai box. Novellino potrebbe dunque gettare nella mischia almeno uno dei due nuovi arrivi dell'ultimo minuto, Russotto e Piccolo. Ci sarà da sudare, come sempre ma una bella vittoria nel nostro fortino potrebbe davvero, finalmente, far sbocciare la passione tra la nostra gente e questa squadra.
30 agosto 2011
SFIDA ALLA SAMP
Scioperi, mercato, emiri, sceicchi e magnati russi, quante ne abbiamo sentite in queste settimane. Adesso basta. Poche chiacchiere. Il calcio, quello che conta, quello vero, tutto sudore, calci e gollettoni è già cominciato. Dopo il blitz tanto bello quanto insperato di Crotone è già scontro al vertice. La serie B entra nel vivo e tra poche ore al "Picchi" gli amaranto di mister Novellino ospiteranno la corazzata Sampdoria per un esordio casalingo che coinciderà con il primo vero big match del campionato cadetto.
Paulinho non ce la fa (infortunio vero o di mercato?) e dunque spazio all'undici che ha sbancato lo Scida. Sui gradoni dell'Ardenza si prevede il pubblico delle vecchie occasioni con forte seguito blucerchiato in città. Gli ultras Tito hanno infatti annunciato urbi et orbi che non rispetteranno il divieto e si presenteranno in massa a Livorno. Sarà partita vera.
Le probabili formazioni
Paulinho non ce la fa (infortunio vero o di mercato?) e dunque spazio all'undici che ha sbancato lo Scida. Sui gradoni dell'Ardenza si prevede il pubblico delle vecchie occasioni con forte seguito blucerchiato in città. Gli ultras Tito hanno infatti annunciato urbi et orbi che non rispetteranno il divieto e si presenteranno in massa a Livorno. Sarà partita vera.
Le probabili formazioni
5 giugno 2011
DIALOGHI LABRONICI: IL POLPO E L'EMPOLESE
Scogli piatti, 4 giugno dùmilaundici
Antefatto | I bimbi, tutti abbondantemente negli 'anta e per la grande maggioranza già neri come tizzoni, sono in acqua che ironizzano sul loro "pallore" (evidentemente insoddisfacente per i loro standard...) paragonandosi a quanto di più bianco offra l'ambiente circostante. No, non è il latte: sono i fiorentini.
Chiameremo i protagonisti di questo allegro dialogo con du' nomi di fantasia(?): Yuri e Igo'.
Y. - Ma te telo riordi l'empolese dello scorso anno?
I. - Vello der porpo?
Y. - Dè
I. - Dè gli s'attaccò propio addosso, tutto intorcinato alla 'aviglia.
Y. - E 'un se n'era nemmeno accorto...
I. - Ma poi lo prese?
Y. - Lo prese sì, solo che poi lo ributtò in mare...
I.- Noooooo...
Y.- Vedrai che se erano fagioli 'un li ributtava... (risata tonante)
Immersione =)
Antefatto | I bimbi, tutti abbondantemente negli 'anta e per la grande maggioranza già neri come tizzoni, sono in acqua che ironizzano sul loro "pallore" (evidentemente insoddisfacente per i loro standard...) paragonandosi a quanto di più bianco offra l'ambiente circostante. No, non è il latte: sono i fiorentini.
Chiameremo i protagonisti di questo allegro dialogo con du' nomi di fantasia(?): Yuri e Igo'.
Y. - Ma te telo riordi l'empolese dello scorso anno?
I. - Vello der porpo?
Y. - Dè
I. - Dè gli s'attaccò propio addosso, tutto intorcinato alla 'aviglia.
Y. - E 'un se n'era nemmeno accorto...
I. - Ma poi lo prese?
Y. - Lo prese sì, solo che poi lo ributtò in mare...
I.- Noooooo...
Y.- Vedrai che se erano fagioli 'un li ributtava... (risata tonante)
Immersione =)
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Livorno LI, Italia
16 aprile 2011
NO COMMENT
Il "Picchi" è ormai diventato terreno di conquista per chiunque. Nell'anticipo del venerdì anche il Crotone si è portato a casa l'intera posta. Abbiamo preso due gol che ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere: il primo da centrocampo su rinvio sbilenco del sempre più goffo De Lucia che nell'occasione cade pure l'altro su buco clamoroso della difesa con annessa dimostrazione pratica del manuale del calcio alla voce "Cose da non fare mai".
Un'occhiata alla classifica e subito mi corre un pensiero; meno male che il buon vecchio Bepi ha raccolto almeno la quota salvezza. Tempi grami, molto grami, come i malinconici gradoni dell'Ardenza.
Un'occhiata alla classifica e subito mi corre un pensiero; meno male che il buon vecchio Bepi ha raccolto almeno la quota salvezza. Tempi grami, molto grami, come i malinconici gradoni dell'Ardenza.
Sempre più muti, sempre più vuoti.
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28 marzo 2011
PRONOSTICI ERRATI
In un post su Facebook mi ero sbilanciato prevedendo una vittoria del Livorno nel posticipo del Granillo contro la Reggina. Invece è finita 1-1. Il mio comunque non era ottimismo immotivato bensì una presa di coscienza della psiche dei Nostri, abili a fare punti nei cosiddetti scontri diretti (Atalanta, Torino, Reggina, Novara) per poi dilapidarli, rovinosamente, contro le squadre di seconda fascia (Grosseto, Triestina, Portogruaro, Cittadella, Sassuolo).
Le prime cronache raccontano di una prestazione dignitosa. Siamo andati in vantaggio con Dionisi poi, complici alcuni cambi cervellotici di mister Monzon, abbiamo subìto il ritorno dei calabresi e il pari di Bonazzoli. In un campionato normale un punto a Reggio è comunque un buon risultato. In caso di arrivo a pari punti siamo avanti noi. Non è poco.
Ma questo (mediocre) torneo di normale non ha niente. Classifica e calendario parlano chiaro, regalare punti è la regola di questa serie B. Una cosa la giornata di oggi però l'ha detta: i playoff si faranno e in serie A diretta andranno, come da pronostico, Atalanta e Siena. Il Novara rischia grosso, il Varese ormai è lì.
Le prime cronache raccontano di una prestazione dignitosa. Siamo andati in vantaggio con Dionisi poi, complici alcuni cambi cervellotici di mister Monzon, abbiamo subìto il ritorno dei calabresi e il pari di Bonazzoli. In un campionato normale un punto a Reggio è comunque un buon risultato. In caso di arrivo a pari punti siamo avanti noi. Non è poco.
Ma questo (mediocre) torneo di normale non ha niente. Classifica e calendario parlano chiaro, regalare punti è la regola di questa serie B. Una cosa la giornata di oggi però l'ha detta: i playoff si faranno e in serie A diretta andranno, come da pronostico, Atalanta e Siena. Il Novara rischia grosso, il Varese ormai è lì.
23 agosto 2010
'IR CACCIUCCO # 1
Pronti, via e subito quattro pere dalle piastrelle neroverdi. Come esordio, peraltro in casa, 'un c'è male. Sfolliando le pagine der forum amaranto più seguito der webbe, Alè Livorno.it, come al solito, la rabbia e l'amarezza (perché questi sono i sentimenti che da oltre dieci mesi ci appartengono) sono state mitigate dal sorriso che solo l'ironia propria della nostra gente sa dare. Non ho resistito e ho deciso di condividere su feisbucche ir meglio degli 'opinion lidèr' labronici...
Le quattro piastrellate...
- Piglià 4 go da Arrigoni che un l'ha mai fatti tutti insieme è roba da caate sull'uscio.[Sarago]
- Queste 'un sono sconfitte, sono scaracchi dati a forza ner muso. [Neuromante]
Undici leoni...
- Tavano 'un ne pole più. Noi con lui. [De ' Zabajones]
- Knezevic li par d'esse un gioatore di pallone invece dovrebbe fa li sgomberi, Cellerino è du anni che è fermo, Pieri è Pieri. [Farci85]
- Questo centrocampo pare una sfilata di nani da giardino. il fronte di liberazione dei nani da giardino prima o poi farà un bliz e li libererà.[De Zabajones]
- ...l'importante è sempre stato accatastà svincolati o cani randagi tanto per arrivà a avecci un numero tot di gio'atori in rosa, a prescinde da chi e cosa ti servisse, con una certa predilezione per i difensori centrali e i centro'ampisti incontristi coi piedi a roncola.[Livornesedipiazzamagenta]
'Ir lato B di Cellerino
- C'ha un culo pare la mi socera, improponibile per il giuoco del calcio. [Vasse]
- 'Ir culo di Cellerino se ci metti un ombrellone ner bu'o pare uno scoglio un po' tondo di quelli a Quercianella sotto le sore. [De ' Zabajones]
Mister Feirplei
- Ma in du' mesi di ritiro cosa ha fatto questa squadra? Sono stati du' mesi a fa i tornei di quadrigliato? [Vasse]
- Pillon voto: 00 tipo la farina [Jagger]
Ambizioni
- Vinceremo il campionato del fair play... [Picat Re]
- Ci fai la birra cor fler pei.... [Amex]
L'amara (e dolce) realtà
- ...però non sappiamo resistere al fascino della maglia amaranto e allora eccoci tutti qui a cercare di vedere in PIllon un nuovo Hiddink e in Luci e Parravicini Robben e Sneijder. [Nocciolo]
22 gennaio 2010
LA PRIMA COSA BELLA E'...
La prima cosa bella che voglio dire è che Paolo Virzì ha firmato un film splendido, un capolavoro.
La seconda cosa bella è che è girato a Livorno. La mia città. A poche centinaia di metri da casa mia. Uscivi di casa ed eri negli anni '70. Ganzo.
La terza cosa bella è che ho visto le riprese der firme. Posso dire "io c'ero". Va bè ci s'era tutti a curiosare, a ciacciare. Molti di noi han fatto anche le comparse. E poi dicono che lo spirito del popolo labronico si è estinto. Il film di Virzì ci ha visto tutti coinvolti, tutti stretti attorno a questa 'creatura'. E quasi senza rendercene contro siamo tornati ad essere una comunità.
La quarta cosa bella è che più o meno c'erano tutti: 'ir Marmugi, 'ir Ruffini, 'ir Crestacci, Abi, 'ir Favilla, 'ir Ballantini, 'ir Messeri, la mallia n.9 di Danilo, 'ir Caproni via graffito, Bobo...la Serchi!!
La quinta cosa bella è che Virzì aveva detto che in questo film "si piange, si ride non si fa in tempo a piangere che si ride di nuovo..." . 'Un aveva scazzato. E' vero, cazzo se è vero.
La sesta cosa bella è sentire Valerio Mastandrea parlare livornese.
La settima cosa bella è che la storia di Bruno Michelucci è un po' come la mia. Anch'io come lui sono emigrato a Milano. "Perché Livorno dà gloria soltanto all'esilio e ai morti la celebrità".
L'ottava cosa bella è un risvolto del film solo in apparenza marginale ovvero che alla fine ir vigilino, come è giusto che sia, resta quel che è:un becco malidetto. =)
La nona cosa bella in realtà è anche un pochino brutta. O quantomeno scomoda. Il sottoscritto, insieme alla sua consorte, il film non l'ha visto comodo in poltrona ma seduto sui gradini della sala. Perché, pensate, alla proiezione delle 19.25 del lunedì la sala era zibilla. Presentarsi al botteghino con mezzora di anticipo non è servito a nulla: quarta fila laterale attaccati alla parete. Inevitabile l'accentramento semi-abusivo.
La decima cosa bella è il mare. Perché qua tutto si risolve con un ber bagno (lo dice anche il dottore in una scena). Anche i film. Non appare mai, non si vede mai. Ma alla fine trionfa. E libera tutti.
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17 gennaio 2010
"I NOSTRI FIGLI UCCISI DALLO STATO"
LIVORNO - Un corteo guidato da madri che chiedono verità e giustizia per i loro figli morti ammazzati in carcere, in piazza, qualcuno perfino nella propria abitazione. Storie diverse che hanno però un punto in comune: la voglia di sapere la verità. Perché queste madri non hanno dubbi, i loro figli non sono morti per “cause naturali” e non si sono suicidati: sono stati uccisi. E i sospetti in molti di queste storie cadono su secondini, carabinieri e poliziotti ovvero coloro che dovrebbero garantire l’incolumità dei cittadini e non il contrario. Sabato 16 gennaio a Livorno queste madri per la prima volta si sono riunite, si sono conosciute personalmente, hanno fatto fronte comune sfilando in corteo per le strade di Livorno chiedendo verità e giustizia. Anima della protesta Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi, morto nel 2003 all’interno del carcere livornese delle Sughere in circostanze ancora da chiarire.
Le testimonianze. Insieme a lei chiedono giustizia i genitori di altri ragazzi accomunati dallo stesso doloroso destino: i casi di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Carlo Giuliani sono noti alle cronache nazionali ma ve ne sono tanti, troppi, altri: Niki Aprile Gatti, Aldo Bianzino, Stefano Frapporti, Giulio Comuzzi e Riccardo Rasman solo per citarne alcuni. Un corteo pacifico, senza nessuna bandiera di partito per precisa volontà degli organizzatori, dove i partecipanti, circa un migliaio provenienti da varie parti d’Italia, hanno sfilato accompagnati dalle canzoni di Fabrizio De Andrè che hanno fatto da colonna sonora alle testimonianze di amici, genitori e parenti di queste “vittime dello Stato”. La prima è quella di Rita Cucchi, la madre di Stefano, morto a Roma dopo essere stato arrestato in circostanze controverse. Non era fisicamente presente alla manifestazione ma vi ha aderito idealmente inviando una lettera che è stata letta all'avvio del corteo: “Dobbiamo continuare a lottare per ridare dignità alla morte dei nostri figli e per continuare a chiedere verità e giustizia a quelle istituzioni nelle quali abbiamo ancora fiducia non solo come madri, ma come cittadine italiane. Quello che è accaduto a noi non deve capitare ad altri giovani e ad altri genitori, queste morti sono inaccettabili per uno stato democratico e civile come l’Italia”.
Particolamente toccante la testimonianza di Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti, morto a 26 anni nel carcere fiorentino di Sollicciano: “Abbiamo voluto tenere fuori tutti i partiti da questa manifestazione perché quando abbiamo chiesto il loro aiuto ci hanno lasciato soli. Io ho scritto a tutti anche al ministro Alfano che non si è nemmeno degnato di rispondermi, nemmeno tre righe. La verità è che rispondono solo a chi vogliono – ha detto trattenendo a stento le lacrime - questo non è umano, non è normale, non è civile. Mio figlio era un ragazzo normale, incensurato, lavorava come tecnico informatico. Lo hanno accusato di una truffa informatica insieme ad altre persone ma in galera ci hanno sbattuto solo lui. In isolamento. Dopo quattro giorni era morto. Hanno detto che si era impiccato ma sono sicura che non è così”.
“Ci hanno detto di chiudere”. Qualche polemica è nata sulla gestione della manifestazione sotto il profilo dell’ordine pubblico. A finire nel mirino sono state le autorità ree di aver blindato il centro cittadino per una manifestazione in cui il rischio di incidenti era praticamente nullo essendo organizzato e guidato da mamme. I negozi hanno accolto il corteo con le serrande abbassate per il timore di incidenti. Spiega una commessa: “Sono venute delle persone che ci hanno consigliato di chiudere avvertendoci che sarebbe passato un corteo per le vie del centro. Tra i commercianti della zona si è sparsa la voce e molti per sicurezza hanno chiuso ma non ci hanno detto chi e perché manifestava” .
Le testimonianze. Insieme a lei chiedono giustizia i genitori di altri ragazzi accomunati dallo stesso doloroso destino: i casi di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Carlo Giuliani sono noti alle cronache nazionali ma ve ne sono tanti, troppi, altri: Niki Aprile Gatti, Aldo Bianzino, Stefano Frapporti, Giulio Comuzzi e Riccardo Rasman solo per citarne alcuni. Un corteo pacifico, senza nessuna bandiera di partito per precisa volontà degli organizzatori, dove i partecipanti, circa un migliaio provenienti da varie parti d’Italia, hanno sfilato accompagnati dalle canzoni di Fabrizio De Andrè che hanno fatto da colonna sonora alle testimonianze di amici, genitori e parenti di queste “vittime dello Stato”. La prima è quella di Rita Cucchi, la madre di Stefano, morto a Roma dopo essere stato arrestato in circostanze controverse. Non era fisicamente presente alla manifestazione ma vi ha aderito idealmente inviando una lettera che è stata letta all'avvio del corteo: “Dobbiamo continuare a lottare per ridare dignità alla morte dei nostri figli e per continuare a chiedere verità e giustizia a quelle istituzioni nelle quali abbiamo ancora fiducia non solo come madri, ma come cittadine italiane. Quello che è accaduto a noi non deve capitare ad altri giovani e ad altri genitori, queste morti sono inaccettabili per uno stato democratico e civile come l’Italia”.
Particolamente toccante la testimonianza di Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti, morto a 26 anni nel carcere fiorentino di Sollicciano: “Abbiamo voluto tenere fuori tutti i partiti da questa manifestazione perché quando abbiamo chiesto il loro aiuto ci hanno lasciato soli. Io ho scritto a tutti anche al ministro Alfano che non si è nemmeno degnato di rispondermi, nemmeno tre righe. La verità è che rispondono solo a chi vogliono – ha detto trattenendo a stento le lacrime - questo non è umano, non è normale, non è civile. Mio figlio era un ragazzo normale, incensurato, lavorava come tecnico informatico. Lo hanno accusato di una truffa informatica insieme ad altre persone ma in galera ci hanno sbattuto solo lui. In isolamento. Dopo quattro giorni era morto. Hanno detto che si era impiccato ma sono sicura che non è così”.
“Ci hanno detto di chiudere”. Qualche polemica è nata sulla gestione della manifestazione sotto il profilo dell’ordine pubblico. A finire nel mirino sono state le autorità ree di aver blindato il centro cittadino per una manifestazione in cui il rischio di incidenti era praticamente nullo essendo organizzato e guidato da mamme. I negozi hanno accolto il corteo con le serrande abbassate per il timore di incidenti. Spiega una commessa: “Sono venute delle persone che ci hanno consigliato di chiudere avvertendoci che sarebbe passato un corteo per le vie del centro. Tra i commercianti della zona si è sparsa la voce e molti per sicurezza hanno chiuso ma non ci hanno detto chi e perché manifestava” .
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28 luglio 2009
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA @ ITALIA WAVE
Le Luci della Centrale Elettrica, leggi Vasco Brondi, è una delle realtà più interessanti (e osannate) apparse negli ultimi anni sulla scena musicale italica. Ho avuto l'occasione di vederle dal vivo alcuni giorni fa ad Italia Wave: per l'occasione ho scattato qualche foto e realizzato questa soundslides. Il brano, uno dei mie preferiti, si intitola "La lotta armata al bar" ed è tratto dall'album "Canzoni da spiaggia deturpata" che tra le altre cose è arricchito dalle splendide illustrazioni di Gipi.
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Livorno LI, Italia
21 luglio 2009
L'ESTATE DEL WAVE DURA TRE GIORNI E UN POCHINO....
Si è concluso domenica sera con un grande concerto-festa l’edizione 2009 dell’Italia Wave, il festival che per il secondo anno consecutivo ha trasformato per tre giorni Livorno in una delle capitali della musica, attirando nella città del Vostro appassionati (e non) di tutte le età. Qualche critica si può fare ma, per quel che mi riguarda, è stato un successo.
Affluenza. L‘apice ovviamente si è avuto in occasione della prima serata, gratuita, quando al “Picchi” sono arrivate oltre 8mila le persone. Le serate successive, a pagamento, hanno comunque fatto registrare una media spettatori intorno alle 5-6 mila unità. Ovviamente mi riferisco al solo Main Stage, il palco principale. La manifestazione, come tutti gli anni, si è svolta su più fronti (non solo musica) e su più palchi e anche gli eventi “marginali” non sono andati male.
Musica. Che dire, chi segue il Wave ormai si è abituato bene ma occorre ricordare che in questi tre giorni di musica ce n’è stata per tutti i gusti e tutta di qualità. Sul palco ardenzino si sono alternati i Kraftwerk, pionieri della musica elettronica, Aphex Twin, una band di livello mondiale come i Placebo, lo spettacolare show degli Ska-p ma anche (soprattutto?) un bello spicchio di musica italiana di ottima fattura: Caparezza, G.Palma & Bluebeaters, Bandabardò, Afterhours solo per citare quelli più affermati. Ma non voglio dimenticare Offlaga Disco Pax, Luci della Centrale Elettrica e Marta sui Tubi che hanno conquistato da tempo pubblico e critica. La risposta a chi dice che la musica italiana è morta e non si evolve …
Gli altri eventi. L’incontro con Micheal Lang, promoter dello storico festival di Woodstock, a cui era dedicato il festival è stato senza dubbio l’evento collaterale che ha riscosso maggior successo. Abbastanza comica, secondo me, l’idea di far parlare Veltroni di Woodstock. Mentana (!) che chiede a Uòlter di parlare di hippie, indiani metropolitani, e sessantottismi vari più che un’intervista-dibattito sarebbe stata una parodia. Il buon Veltroni ha probabilmente ha intuito il pericolo e ha dato forfait, complice forse il luogo del dibattito, la sempre agguerrita piazza labronica, che di certo non avrebbe perso l'occasione per cantargliene quattro. Er Mitraglia se n’è fatto una ragione e ha fatto lo one-man-show.
Qualche critica. Chi, come il sottoscritto, ricorda che ai tempi di Arezzo il Wave era un festival totalmente gratuito, storce (ma solo un pochino sia ben chiaro) il naso. E' vero che gli artisti saliti sul palco sono di spessore internazionale ma 22-25 euro di biglietto non sono pochi, soprattutto di questi tempi. La serata inaugurale gratuita è stata però una scommessa vincente. Peccato forse per la scaletta troppo fitta che ha visto alcuni artisti esibirsi per un tempo esiguo, Caparezza ha fatto sì e no 5 canzoni, mentre altri hanno suonato in un orario decisamente penalizzante (Marina Rei alle 20 e Afterhours all'una di notte). Decisamente positiva anche la parte sportiva della kermesse dove grazie ad una collocazione fortunata (la Rotonda nei pomeriggi d'estate è già di per sè un luogo di ritrovo..) in molti hanno scoperto il parkour e le acrobatiche evoluzioni dei traceurs. Sono rimasto molto colpito per quel che riguarda i fumetti: ragazzini a lezione da esperti disegnatori, dimostrazioni dal vivo, tutto molto bello. Forse meritava maggior seguito.
Ultima nota per (l'ormai ex) mamma Rai che copriva televisivamente la rassegna e che, ovviamente, si è ben guardata dal trasmettere in diretta, come da accordi, le performances di Banda e Ska-p ma ad esser sinceri mi sarei stupito del contrario.
Affluenza. L‘apice ovviamente si è avuto in occasione della prima serata, gratuita, quando al “Picchi” sono arrivate oltre 8mila le persone. Le serate successive, a pagamento, hanno comunque fatto registrare una media spettatori intorno alle 5-6 mila unità. Ovviamente mi riferisco al solo Main Stage, il palco principale. La manifestazione, come tutti gli anni, si è svolta su più fronti (non solo musica) e su più palchi e anche gli eventi “marginali” non sono andati male.
Musica. Che dire, chi segue il Wave ormai si è abituato bene ma occorre ricordare che in questi tre giorni di musica ce n’è stata per tutti i gusti e tutta di qualità. Sul palco ardenzino si sono alternati i Kraftwerk, pionieri della musica elettronica, Aphex Twin, una band di livello mondiale come i Placebo, lo spettacolare show degli Ska-p ma anche (soprattutto?) un bello spicchio di musica italiana di ottima fattura: Caparezza, G.Palma & Bluebeaters, Bandabardò, Afterhours solo per citare quelli più affermati. Ma non voglio dimenticare Offlaga Disco Pax, Luci della Centrale Elettrica e Marta sui Tubi che hanno conquistato da tempo pubblico e critica. La risposta a chi dice che la musica italiana è morta e non si evolve …
Gli altri eventi. L’incontro con Micheal Lang, promoter dello storico festival di Woodstock, a cui era dedicato il festival è stato senza dubbio l’evento collaterale che ha riscosso maggior successo. Abbastanza comica, secondo me, l’idea di far parlare Veltroni di Woodstock. Mentana (!) che chiede a Uòlter di parlare di hippie, indiani metropolitani, e sessantottismi vari più che un’intervista-dibattito sarebbe stata una parodia. Il buon Veltroni ha probabilmente ha intuito il pericolo e ha dato forfait, complice forse il luogo del dibattito, la sempre agguerrita piazza labronica, che di certo non avrebbe perso l'occasione per cantargliene quattro. Er Mitraglia se n’è fatto una ragione e ha fatto lo one-man-show.
Qualche critica. Chi, come il sottoscritto, ricorda che ai tempi di Arezzo il Wave era un festival totalmente gratuito, storce (ma solo un pochino sia ben chiaro) il naso. E' vero che gli artisti saliti sul palco sono di spessore internazionale ma 22-25 euro di biglietto non sono pochi, soprattutto di questi tempi. La serata inaugurale gratuita è stata però una scommessa vincente. Peccato forse per la scaletta troppo fitta che ha visto alcuni artisti esibirsi per un tempo esiguo, Caparezza ha fatto sì e no 5 canzoni, mentre altri hanno suonato in un orario decisamente penalizzante (Marina Rei alle 20 e Afterhours all'una di notte). Decisamente positiva anche la parte sportiva della kermesse dove grazie ad una collocazione fortunata (la Rotonda nei pomeriggi d'estate è già di per sè un luogo di ritrovo..) in molti hanno scoperto il parkour e le acrobatiche evoluzioni dei traceurs. Sono rimasto molto colpito per quel che riguarda i fumetti: ragazzini a lezione da esperti disegnatori, dimostrazioni dal vivo, tutto molto bello. Forse meritava maggior seguito.
Ultima nota per (l'ormai ex) mamma Rai che copriva televisivamente la rassegna e che, ovviamente, si è ben guardata dal trasmettere in diretta, come da accordi, le performances di Banda e Ska-p ma ad esser sinceri mi sarei stupito del contrario.
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