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11 marzo 2013

IN MORTE DEL PRESIDENTE CHAVEZ

Se ne è andato un personaggio complesso con luci e ombre ma, al netto di qualsiasi opinione, un protagonista assoluto della politica in America Latina degli ultimi vent'anni. La sua presenza ha sicuramente ostacolato l'espansionismo yankee e con la sua scomparsa niente sarà più come prima. Una scossa enorme per il Sudamerica. Geopoliticamente un punto di svolta.

Dispiace vederlo in questi giorni “bollato” superficialmente come un caudillo da una stampa occidentale che forse avrebbe preferito un bel generalissimo assassino pronto ad affamare il suo popolo e a regalarci il petrolio. (S)fortunatamente Chàvez non era niente di tutto ciò. Certo, era un ex militare, un uomo con un ego spropositato e un fautore del teorema dell'uomo solo al comando. Ma è anche colui che con il petrolio ha provato a risollevare un Paese e, forse, un continente. A che prezzo lo vedremo ora che non c'è più. Saprà il Venezuela camminare con le sue gambe? Oppure il sistema chavista di cui tanto si è parlato, una volta scomparso il suo creatore e artefice, farà piombare il Paese nel baratro?

Vediamo che succede e speriamo bene...


PS. Intanto, nel silenzio assordante della politica italiana, troppo presa da grilli e bambolotti, giova ricordare le parole di commiato di François Hollande, non proprio un comunista da centro sociale: «Al di là del suo temperamento e dell'orientamento che non tutti hanno condiviso Chavez ha espresso una volontà innegabile di lottare per la giustizia e lo sviluppo. Sono convinto che il Venezuela saprà superare questo test nei confini della democrazia e della pace»

25 aprile 2010

25 APRILE

Noi sognavamo un mondo diverso 
un mondo di libertà
un mondo di giustizia
un mondo di pace
un mondo di fratellanza e serenità

Ho ottantacinque anni da allora ne sono passati sessanta
e purtroppo questo mondo non c'è.
Allora riflettete, ragionate con la vostra testa
e continuate la nostra lotta... 
Germano Nicolini, 'El Dievel'

28 marzo 2010

OGGI SI VOTA...

...e nella mia testa risuonano le parole dell'inarrivabile Signor G. Semplici, lineari, logiche, incontestabili...


È nata così la "Democrazia rappresentativa" che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: "Lei non sa chi sono io!". QUESTO E' IL POTERE DEL POPOLO.

14 gennaio 2010

QUESTO E' UN UOMO

Dal Corriere delle Alpi apprendo di questo episodio di straordinaria umanità nell'accezione più nobile del termine. Una storia semplice. Damolin, parroco di Ravina, un piccolo borgo trentino ai piedi del Monte Bondone durante una Messa ha rinunciato all'omelia: "Stasera niente omelia - ha detto scendendo dal pulpito - non mi sono comportato bene con un extracomunitario e quindi non mi pare il caso di mettermi a fare la predica a voi. No, niente di grave - ha poi spiegato il parroco che vanta un'esperienza missionaria decennale in Ciad - ma ci sono rimasto male. Ho passato una notte tormentata. E, il giorno dopo, non me la sono sentita di predicare agli altri... Tutto qui. Basta". Dopo la squallida vicenda di Coccaglio e la cacciata dei migranti da Rosarno sapere che in Italia esistono anche persone come don Gianni è un sospiro di sollievo, una boccata d'aria fresca. Questo è un uomo.

10 gennaio 2010

DOV'E' DIDOU?

"Lo vedete anche voi. Non c'è John. Vi ricordate di lui? Veniva ogni domenica". I bambini annuiscono. I genitori, dietro, restano in silenzio. Tesi e consapevoli. "Mancano anche Christian, Luarent. E Didou, il piccolo Didou. Mancano i suoi genitori. Erano come voi, con la pelle più scura, venivano dall'Africa. Non ci sono perché li hanno cacciati". Mi rivolgo ai più grandi, ai genitori. Perché loro hanno un ruolo importante, formativo. A voi dico: non vi fate trascinare verso ragionamenti e reazioni che non sono da cristiani. E' facile dire: abbiamo ragione noi. Quando siete nati, Dio è stato chiaro: questo è mio figlio. Lo siamo tutti. Tutti abbiamo diritto alla vita, una vita dignitosa, che non ci umili. Anche quelli di un altro colore, anche quelli che sbagliano sempre. Se vogliamo essere cristiani noi non possiamo avere sentimenti di odio e di disprezzo".


Don Pino Varrà, parroco di Rosarno


da Repubblica.it

26 novembre 2009

' PRO '

Ce l'ho fatta. La doppia sfida in terra romana ha dato esito positivo. Il cospicuo vantaggio conseguito nella gara di andata all'Hotel Ergife è stato gestito abbastanza comodamente nel retour match giocato nelle oscure stanze della sede di via Parigi. 
Una sfida è stata vinta. 


Un obiettivo importante raggiunto.


Sono un giornalista professionista.


E ora ?

13 ottobre 2009

ITALIA D'ORO

Poco da dire, il buon Pierangelo nel '92 aveva già capito tutto. Quello era un periodo difficile (tangentopoli, stragi di mafia) questo invece è 'solo' un periodo di merda. Bertoli nonostante il pessimismo nutriva una minima speranza. Sono passati 17 anni (il numero che contraddistingue la disgrazia: chiamale coincidenze..) e la realtà è impietosa: non c'è motivo ad essere ottimisti perché...

"Italia d'oro frutto del lavoro cinta dall'alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai...."

Non è solo il ritornello di "Italia d'Oro" ma è anche il ritornello di questo Paese. Purtroppo.


13 luglio 2009

COSE CHE FANNO PENSARE

BART - Sì, ma è il mondo che va in fretta, Andrea, è il mondo che va in fretta! Non vivi mica più nel Cinquecento che non succedeva mai un cazzo...un cazzo. Adesso le cose corrono! Andrea, la Champions League...? E dai...!

ANDREA - La Coppa dei Campioni che fine ha fatto?
BART - Sparita, dimenticata, scordatela. Niente più Coppa dei Campioni!
ANDREA- Sono cose che fanno pensare.


Bart è Libero De Rienzo , Andrea è Stefano Accorsi. Il film è "Santa Maradona (2001) di Marco Ponti . 


La scomparsa della Coppa dei Campioni risale invece al 1992...

Sullo scaffale...